Pellegrinaggi


SULLE ORME DI PAPA GIOVANNI PAOLO II

LA MEMORIA CONSERVATA


 

Ci sono città e luoghi che nella memoria dei Polacchi saranno per sempre legati alla presenza, ai pensieri, alle parole e ai gesti di Giovanni Paolo II:
Wadowice, dove ogni edificio ed ogni pietra ricordano la sua infanzia e la sua giovinezza; persino i dolci mangiati dopo l'esame di maturità nella pasticceria locale e da lui più tardi menzionati, sono entrati nella leggenda. Il sentiero da lui percorso tante volte in direzione del monte Gron porta ovviamente il suo nome.

Kalwaria Zebrzydowska, con le sue 44 cappelle barocche alle pendici del monte Zar, dove da ben quattro secoli durante la Settimana Santa viene rappresentata la Passione di Cristo. Qui, a fianco del padre, il piccolo Karol iniziò i suoi pellegrinaggi.

Czestochowa, con il monastero di Jasna Góra, dove si recò decine di volte, da ragazzo, da sacerdote, da arcivescovo e da papa, a piedi, in bicicletta, in auto ed infine con l'elicottero papale, per inchinarsi davanti all’icona della Madonna Nera per la quale nutriva una particolare devozione.

Cracovia, dove per anni svolse la funzione di sacerdote e poi di arcivescovo… La capitale storica della Polonia era diventata la sua città. L'itinerario turistico Giovanni Paolo II comprende tutti i luoghi a lui collegati, come ad esempio il Palazzo Arcivescovile dalla cui finestra durante i suoi pellegrinaggi teneva delle indimenticabili conversazioni notturne con i suoi connazionali; Blonia, dove celebrò la messa per due milioni di persone; per finire il santuario della Divina Misericordia, da lui istituito a Lagiewniki.

Varsavia, dove in piazza Pilsudski pronunciò la celebre invocazione  

"discenda il Tuo Spirito e cambi il volto della terra, di questa terra".


Dopo quell'invocazione la storia della Polonia è cambiata radicalmente. Su quella piazza gli abitanti della capitale si sono riuniti spontaneamente, per congedarsi da Giovanni Paolo II, quando ci ha lasciato. Su quella piazza tra breve sorgerà un monumento dedicato al Papa Polacco.

Monti Tatra, dove ormai adulto, come sacerdote e vescovo di Cracovia, ha passato tanti momenti liberi. La prima volta salì sui monti Tatra nel 1952. Poi percorse probabilmente tutti i sentieri di quelle montagne, sia d'estate che d'inverno. Tra i rifugi, si era particolarmente affezionato a quello sulla Polana Chocholowska e sul Morskie Oko dove è stato spesso ospite. Tornava nei Tatra ogni volta che poteva, anche durante i suoi pellegrinaggi papali in Polonia. La visita del 1983 nella Dolina Chocholowska viene oggi ricordata da un'iscrizione, posta sulla parete calcarea di una strettoia tra le rocce chiamata Niznia Brama, e dal sentiero papale tracciato lungo il percorso, che va dal rifugio della PTTK sulla Polana Chocholowska fino alla Dolina Jarzabcza. Questo è' stato il primo sentiero papale di montagna, quello che ha dato il via a molte altre iniziative per ricordare i soggiorni del Santo Padre nelle sue Piccole Patrie.

"Qui mi sembra che parli
Con una forza eccezionale
L'azzurro del cielo,
il verde dei boschi e dei campi,
l'argento dei laghi e dei fiumi.

Qui il canto degli uccelli mi suona,
particolarmente familiare,
polacco.
(...)

La bellezza di questa terra mi spinge a chiedere
che venga conservata
per le generazioni future.

Se amate la vostra terra natale,
fate sì che questa richiesta
non rimanga inascoltata!"

Giovanni Paolo II